TERAPIA DI GRUPPO

HOME PAGE
POESIE CATARTICHE

DOTT. BRUNO GIORGIO
NEUROPSICHIATRA
PSICOTERAPEUTA
RICEVE STUDIO:
ROCCAPIEMONTE (SA) VIA DELLA LIBERTA' N. 60
TEL. 0813627899

INDICAZIONE



TERAPIA DI GRUPPO NEI DISTURBI PSICHICI

DISTURBI D'ANSIA

DISTURBO DI ATTACCO DI PANICO

ANORESSIA - BULIMIA

DEPRESSIONE


TERAPIA DI GRUPPO

I fattori terapeutici nella terapia di gruppo sono i seguenti :  INFORMAZIONE  INFUSIONE DI SPERANZA  UNIVERSALITA’  ALTRUISMO  RIEPILOGO CORRETTIVO DEL NUCLEO PRIMARIO FAMILIARE  SVILUPPO DI TECNICHE DI SOCIALIZZAZIONE  COMPORTAMENTO IMITATIVO  APPRENDIMENTO INTERPERSONALE  COESIONE DI GRUPPO  CATARSI

INFORMAZIONE

Sotto questa indicazione generica sono compresi sia l’istruzione didattica impartita dai terapeuti sulla salute mentale e sulla psicodinamica sia i consigli, i suggerimenti o la guida diretta circa problemi esistenziali offerti e dal terapeuta e dal paziente-adolescente stesso. Il processo educativo è molto implicito; la maggior parte dei terapeuti di gruppo non impartisce una esplicita istruzione didattica nel corso della terapia di gruppo. L’istruzione didattica è stata impiegata in molteplici forme nella terapia di gruppo: per fornire nozioni, per dare una struttura al gruppo, per spiegare il processo della malattia. Spesso svolge nel gruppo la funzione di forza di collegamento iniziale finché non diventino attivi altri fattori terapeutici. La spiegazione di un fenomeno rappresenta il primo passo verso il controllo del fenomeno stesso, diminuendo la funzione dell’incertezza nella produzione di angoscia e rivela come la consapevolezza dell’individuo di non autogovernarsi, essendo le proprie percezioni ed il comportamento controllate da forze irrazionali, costituisca di per sé un importante fattore di angoscia. A differenza dell’istruzione didattica esplicitata da parte del terapeuta, i consigli diretti elargiti dai membri del gruppo sono presenti senza eccezioni in tutti i gruppi terapeutici. Nonostante il fatto che il “dare consigli” sia un fenomeno comune agli inizi della terapia d’interazione di gruppo, si possono ricordare ben pochi casi in cui uno specifico suggerimento od orientamento circa qualche problema o situazione esistenziale abbia portato in modo diretto qualche beneficio al paziente. Indirettamente tuttavia adempie una funzione: il processo di dare consigli, più che il consiglio in sé, può essere proficuo poiché implica e rende palese una reciproca cura ed interesse.

INFUSIONE DELLA SPERANZA

Infondere e mantenere la speranza è di importanza decisiva in tutte le psicoterapie; non solo la speranza è necessaria per trattenere il paziente sottoterapia affinché possano agire gli altri fattori curativi, ma la fiducia in un sistema di cura può essere di per sé efficace dal punto di vista terapeutico. Molte indagini di ricerca hanno dimostrato che una grande aspettativa di aiuto precedente alla terapia è collegata in maniera significativa ad un risultato terapeutico positivo. La speranza nel paziente si infonde impiegando persone guarite.

UNIVERSALITA’

Molti pazienti intraprendono la terapia con la triste convinzione di essere senza eguali nella loro disgrazia, di avere essi soli certi problemi, pensieri, impulsi, fantasie spaventose ed inaccettabili. Nel gruppo, specialmente nei primi stadi, la smentita delle loro sensazioni di unicità è una notevole fonte di sollievo. Un esempio sarà di chiarimento. Per molti anni ho chiesto a membri di gruppi di training terapeutici di impegnarsi in un compito top secret. Ai membri del gruppo si chiede di scrivere anonimamente su di un foglio di carta il loro segreto più intimo, proprio quello che sarebbero meno propensi a confidare al gruppo. L’uso di questo compito per facilitare l’apprendimento non è ciò che ora più ci interessa. Ad ogni modo il leader può procedere in diverse maniere: ad es. può raccogliere i segreti anonimi e ridistribuirli ai partecipanti cosicché ognuno riceve il segreto dell’altro. Poi si chiede ad ogni membro di leggere ad alta voce il segreto e di rivelare che cosa proverebbe se avesse un segreto simile. Tutto questo ha generalmente per risultato una preziosa dimostrazione del carattere universale di certi problemi, dell’empatia degli altri e delle loro capacità di comprensione. Sottolineano che il contenuto di questi segreti intimi sono sorprendemente a volte simili con un paio di temi principali quali : a) la profonda convinzione di ognuno della propria fondamentale inadeguatezza, la sensazione che se gli altri potessero realmente vederlo verrebbero a conoscenza della sua incompetenza, del suo bluff intellettuale; b) un profondo senso di alienazione interpersonale; i soggetti riferiscono che non si curano o non riescono realmente a curarsi di un’altra persona o comunque ad amarla; c) una varietà di segreti sessuali generalmente concernenti tendenze omosessuali.

ALTRUISMO

Spesso nella terapia di gruppo le azioni altruistiche mettono in moto forze terapeutiche; i pazienti si aiutano l’uno con l’altro. Essi possono offrire appoggio, suggerimenti, rassicurazioni, intuizioni o dividere con altri membri del gruppo problemi simili. In genere i pazienti psichiatrici che intraprendono la terapia sono demoralizzati ed hanno un senso di autostima molto ridotto e sono perciò convinte di non poter offrire agli altri nulla di veramente valido. Spesso i paz. psichiatrici per molto tempo hanno considerato sé stessi un peso per gli altri e lo scoprire che sono stati importanti per altre persone è un’esperienza ristoratrice che dà un forte impulso all’autostima e temporeneamente viene mitigata una morbosa chiusura in sé. Si dice che Warden Duffy abbia affermato che il modo migliore di aiutare un uomo sia quello di permettergli di aiutarvi.

RIEPILOGO CORRETTIVO DEL GRUPPO PRIMARIO FAMILIARE

E’ probabile che i paz. senza eccezioni intraprendano la terapia di gruppo con una storia di esperienze profondamente insoddisfacenti fatte nel loro primo e più importante gruppo: la famiglia originaria. Il gruppo assomiglia ad una famiglia; i membri sono notevolmente dipendenti dal leader al quale attribuiscono una conoscenza ed un potere irreali, ci può essere una grande competizione fra i membri per i suoi favori; i membri crescono nel gruppo. Fra le esperienze del gruppo terapeutico e l’esperienza del gruppo primario familiare esiste un notevole scambio emotivo. Le esperienze nell’ambito della famiglia influenzano il comportamento del paz. nel gruppo ed i suoi atteggiamenti nei confronti dei leader (i genitori) e degli altri membri (fratelli e sorelle). La risoluzione di problemi con altri membri o con il terapeuta può in un certo senso costituire l’elaborazione di cose incompiute del passato.

SVILUPPO DI TECNICHE DI SOCIALIZZAZIONE

L’apprendimento della socialità, ovvero lo sviluppo delle doti essenziali per il vivere sociale, è un fattore curativo che agisce in tutti i gruppi terapeutici (capacità sociali). Si può ipotizzare la rappresentazione di un ruolo in cui i paz. imparano ad avvicinare un eventuale datore di lavoro o gli adolescenti imparano ad invitare una ragazza a ballare. In questo modo si possono ottenere numerose informazioni sul comportamento sociale disadattato: ad es. possono rendersi conto della propria tendenza sconcertante ad evitare di guardare la persona con la quale conversano; o venire a conoscenza della impressione degli altri sul proprio atteggiamento altezzoso ed arrogante o di una quantità di altre abitudini sociali che, essendo loro sconosciute, hanno insediato i loro rapporti con gli altri. Ad es. un paz. che nella sua conversazione sociale si dilungava ossessivamente in particolari troppo dettagliati e poco rilevanti, se ne rese conto per la prima volta in un gruppo terapeutico. Per anni egli era stato consapevole solo del fatto che gli altri o lo evitavano o troncavano i contatti sociali con lui.

COMPORTAMENTO IMITATIVO

I paz. durante la psicoterapia possono sedere, camminare, parlare ed anche pensare come i loro terapeuti. Nei gruppi il processo imitativo è più diffuso poiché si possono assumere a modello alcuni aspetti sia degli altri membri del gruppo sia del terapeuta. Si considera l’imitazione una forza terapeutica efficace. Nella terapia di gruppo non è raro che un paziente tragga beneficio dall’osservare la terapia di un altro paz. con una costellazione di problemi simili, fenomeno questo generalmente noto come terapia del sostituto o dello spettatore. Anche se il comportamento imitativo specifico è di breve durata, può contribuire allo “scongelamento” individuale mediante la sperimentazione di nuovi comportamenti. Non è raro in realtà che i paz. nel corso della terapia gruppale provino su di sé per così dire parti di altre persone e poi le abbandonino poiché mal confacentesi.